Direts: le azioni in programma

            Il 10 scorso si è riunita, presso la sede romana, la Segreteria Nazionale ed a seguire, il Consiglio Direttivo della DIRETS, sindacato che riunisce e rappresenta i Dirigenti degli Enti Territoriali ed i Dirigenti amministrativi della Sanità.
                È stata, pertanto, ratificata la decisione del Segretario Generale, Mario Sette, di accogliere i colleghi Dirigenti della FIALS – ADTS (Area Dirigenza Territoriale e sanità).


La nostra compagine, pertanto, si fa sempre più numerosa, capace di proporsi come sintesi della quasi totalità dei profili della Dirigenza che compongono l’area di contrattazione della Dirigenza delle Funzioni Locali.

Le due riunioni sono state particolarmente proficue anche perché sono state delineate le linee di azione sindacale da tenere sia in sede di negoziazione in atto presso l’Aran - per definire il Contratto Nazionale Quadro (CNQ) sulle prerogative sindacali -, ma ancor più sui tavoli che si apprestano ad essere aperti sul rinnovo del Contratto di Lavoro Nazionale.

                In particolare su questo secondo fronte saremo particolarmente attivi con il contributo di idee e di proposte scaturite dall’ esperienza lavorativa quotidiana, per le quali ci batteremo in ogni sede ad iniziare da quella contrattuale, la cui stagione partirà presumibilmente agli inizi di settembre.

                In attesa, infatti, delle imminenti linee guida di carattere generale che la Funzione Pubblica diramerà, già abbiamo iniziato ad avere diretti contatti con il nostro Comitato di Settore per far sì che le linee guida per le Funzioni Locali siano caratterizzate per avere come riferimento l’esame e la definizione di procedure chiare e trasparenti che consentano al nostro Paese davvero di avere una Dirigenza degli Enti Locali professionale, motivata e ben valutata e realmente alle sole dipendenze della Repubblica Italiana.

                Le tematiche principali che porremo all’attenzione afferiscono essenzialmente alle procedure per il conferimento dell’incarico dirigenziale che dovranno essere chiare, trasparenti e solo eccezionalmente e motivatamente attribuite a soggetti esterni all’amministrazione aventi le specifiche professionalità richieste, alla revoca degli incarichi dirigenziali, che dovrà avvenire solo a seguito delle ipotesi patologiche del rapporto di lavoro già codificate, la durata dell’incarico dirigenziale che dovrà essere assicurata al fine innanzitutto di garantire la continuità amministrativa ma anche al fine di evitare condizionamenti e “sudditanza psicologica” del Dirigente nei confronti del decisore politico.

                Altri aspetti che riteniamo di fondamentale importanza,, e che cercheremo di far  affrontare all’interno del prossimo contratto di lavoro, sono quelle che attengono al patologico utilizzo da parte di tante Amministrazioni locali di ricorrere a fantomatici ed immotivati provvedimenti di riorganizzazione della macrostruttura che sostanzialmente vengono utilizzati soltanto per eludere e rendere vani i già precari principi posti a tutela delle regole per il conferimento, la revoca e la durata dell’incarico dirigenziale: attraverso le “ristrutturazioni frequentissime” si è soliti procedere a spostamenti di dirigenti, funzioni e personale interrompendo le attività amministrative degli enti e paradossalmente imputando agli stessi dirigenti “spostati” l’inevitabile mancato raggiungimento degli obiettivi.

                Altro aspetto che porremo all’attenzione del Comitato di Settore è la necessità che siano imposti obblighi specifici e tempi da rispettare dalla parte politica nella valutazione dei dirigenti e la conseguente erogazione della dovuta retribuzione di risultato.

                È assolutamente inaccettabile il ritardo con cui le amministrazioni erogano tale retribuzione anche in considerazione della circostanza che essa afferisce ai risultati gestionali assolutamente fondamentali per l’Ente stesso e di grande rilevanza per la cittadinanza e che inoltre riguardano la realizzazione degli obiettivi posti per ogni singola struttura dirigenziale in un quadro di performance collettiva che attiene all’obbligatorio programma di governo che la parte politica è tenuta ad adottare ed a perseguire.

                Quanto sopra, in maniera sintetica, insieme ad altri argomenti di fondamentale importanza - tra i quali mi sembra opportuno ricordare la necessità dell’apertura di tavoli autonomi di contrattazione all’interno dell’area delle Funzioni Locali, riservati agli avvocati degli Enti Locali ed alla Polizia Locale, che necessitano di specifici peculiari istituti contrattuali -, saranno oggetto della nostra azione che sarà determinata, auspichiamo determinante, ma sicuramente incessante riservandoci di darne costante informazione.